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 “Il femminile è politico: potere alle donne” è un gruppo di donne siciliane con una vita lunga di confronti e di elaborazioni personali e collettive che, a partire dal glorioso passato di tante donne, riguardano le nuove strategie da adottare per contrastare la gravità di questo oscuro presente.

Abbiamo raccolto le istanze di tante esperienze e realtà che oggi pongono al centro del loro discorso politico la questione del potere.

Tutte noi sentiamo l’esigenza di un nuovo soggetto politico al femminile che possa sovvertire il paradigma attuale (sociale, culturale, simbolico, economico, politico. Abbiamo sfidato i partiti della sinistra a farsene carico in modo sostanziale e non formale con il documento “Garantire la partecipazione effettiva delle donne all’interno della sinistra: 11 proposte”. Il documento è stato inviato insieme alla Lettera ai Partiti della sinistra il 29 gennaio 2020.

I drammatici avvenimenti degli ultimi mesi hanno imposto una accelerazione indispensabile al nostro progetto.

Il 25 Aprile abbiamo detto sappiamo e non dimentichiamo. Il 25 Aprile è passato e diciamo mai più dovrà accadere che le donne siano escluse dalla Storia, che partecipino alla ricostruzione con i loro sacrifici e il loro lavoro, ma non siano parte dei processi decisionali, che non siano chiamate ad esercitare il potere.

Non vogliamo più sentire “tutti” dobbiamo fare sacrifici o siamo “tutti” sulla stessa barca. Abbiamo da tempo imparato a riconoscere il sottotesto, perciò vi diciamo che se siamo sulla stessa barca vogliamo stare al timone e decidere la rotta, non ci occuperemo più solo della cambusa e della stiva.

Non vogliamo più sentire di scelte meritocratiche perché in questa società patriarcale, capitalista e maschilista i criteri di valutazione e valorizzazione del merito sono parametrati dal bisogno di autoconservazione degli uomini e dalla necessità di chiudere la competizione nel recinto del maschile.

Vogliamo che tutte le istituzioni e gli organi decisionali e consultivi che da esse promanano, in tutti i livelli territoriali, siano composti al 50% da donne.

Le donne sono forza motrice del Paese, la loro energia genera, nutre, educa, istruisce, cura, ricerca, spazia, crea, suona, dipinge, danza, canta, costruisce, scrive, amministra, dirige, disciplina, giudica, determina… e vogliono governare.

Diciamo: non c’è più tempo, non supereremo questa drammatica crisi globale senza cambiare paradigma, solo smettendo di barattare la libertà di pochi/e con la schiavitù di molti/e avremo la possibilità di farcela.

Diciamo: non c’è più tempo per fingere che “alcune donne” scelte dagli uomini ad immagine e somiglianza del loro immaginario rappresentino tutte le donne. È tempo che l’universo femminile si rappresenti per quello che è e non per quello che gli uomini vorrebbero che fosse.

Se ancora una volta deciderete che potete farcela da soli sappiate che invece non ce la farete, il disastro sarà inevitabile. Avete ampiamente dimostrato la vostra incapacità, arrendetevi. Una società indifferente alle donne, nella quale prevale il paradigma patriarcale e capitalista non sarà più sostenuta dal voto delle donne.